BRONTE E il collegio capizzi
UOMINI ILLUSTRI
"Uomini illustri di Bronte" è il titolo di questa grande tela ad olio, opera del pittore brontese Agostino Attinà (1841-1893). ERRORE, NASCE NEL 1840 COSì COME SI DEDUCE DALL’ATTO DI MORTE CUSTODITO PRESSO L’ARCHIVIO COMUNALE. NEL 1841 AGOSTINO OTTIENE IL BATTESIMO!
Fu commissionata, nel 1874, dal Sac. Giuseppe Di Bella, rettore del Real Collegio Capizzi e arciprete di Bronte, per ricordare quanti hanno contribuito al progresso culturale, locale e nazionale, e hanno avuto una significativa incidenza nel vissuto sociale.
Figura centrale è il Venerabile Sac. Ignazio Capizzi, asceso al mitico Parnaso, monte della Grecia centrale, sacro ad Apollo e sede delle Muse, ricoperto di boschi.
Una prospettiva diversa, rispetto a quella mitologica, lascia immaginare l'ascesa al Paradiso, dove è accolto dagli angeli. Sulla sinistra, si distinguono il Monte Etna, che sovrasta Bronte, e le «Reggie Pubbliche Scuole», volute dal Venerabile, poste al centro tra Chiese e Conventi.
Queste scuole di "Istruzione ed Educazione", oggi Real Collegio Capizzi, sono state frequentate da generazioni di giovani provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria.
Tutti i 26 personaggi del dipinto - vissuti tra la fine del 1600 e il 1874 - sembrano convenuti a "far corte" al Venerabile. Recano in mano dei libri e un cartiglio, sul quale sta scritto il nome di ciascuno.
Ai piedi dei personaggi centrali, il pittore ha disegnato numerosi oggetti simboleggianti la loro attività, i loro studi e i loro interessi.
Fondatore del Real Collegio, fu un umile sacerdote, coraggioso e ardito, che dedicò gran parte della sua vita a favore degli ammalati, dei poveri e della gioventù incolta. Nato a Bronte, il 20 settembre 1708, morì il 27 settembre 1783, a Palermo, dove fu sepolto. Il 27 maggio 1858, fu dichiarato Venerabile da Pio IX, che lo chiamò "il San Filippo Neri della Sicilia". I suoi resti, traslati a Bronte nel 1994, sono conservati nella chiesa del Sacro Cuore, dove gli è stato eretto un monumento.
Nato a Bronte nel 1805, sacerdote della "Venerabile Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri" in Palermo, fu giudice della Gran Corte. Iniziò gli studi a Bronte, nel Collegio appena costruito da Ignazio Capizzi, per poi continuarli a Palermo, dove, appunto, fece parte della Congregazione dell'Oratorio. Fu eletto, nella rivoluzione del 1848, rappresentante del Comune. Nel 1867, più per odio alla Chiesa che per altro, fu arrestato e chiuso per alcuni giorni nel Monastero di Monte Vergine. Morì a Palermo il 18 novembre 1872 e donò la sua ricca biblioteca al Collegio Capizzi.
Come il fratello Giacomo, era versatissimo nella giurisprudenza e conosceva varie lingue. Fu giudice del Tribunale del Concistoro, Consiglio reale del Regno delle Due Sicilie istituito in assemblea per discutere le più importanti questioni amministrative, politiche e legali. È morto a Palermo, dove è stato seppellito.
Marchese di Collanto, è nato nel 1760. Fu giudice della Gran Corte (dal 1782 al 1797) e, nominato nel 1808 Vicario Generale del Re a Messina, percorse una brillante carriera, ricoprendo cariche di rilievo fra i magistrati del Regno, fino a diventare nel 1819 Presidente della suprema Corte di Giustizia. È morto a Palermo il 1 luglio 1837.
Marchese di Collanto e Cannato, nato a Bronte il 28 Aprile 1722, era magistrato e giureconsulto, reggente del Governo in Sicilia. Scrisse un imponente volume, stampato a Palermo nel 1752, con una raccolta di decisioni feudali in Sicilia. È morto a Napoli il 22 agosto 1783.
Canonico della Cattedrale di Palermo, fu autore di diversi testi teologici. Di lui padre Gesualdo De Luca scrisse che «orando in Chiesa con gran fervore, è fama che più volte sia stato consolato della presenza e parole di Maria Santissima». È morto a Palermo nel 1673.
E' stato un dotto e pio arciprete di Bronte, dove nacque nel 1704 e morì nel 1795. Il Venerabile Ignazio Ca pizzi lo definiva "santo nascosto". Il 4 ottobre 1778, lo fece eleggere quale Deputato fra gli otto componenti che dovevano amministrare le nascenti Reggie Pubbliche Scuole di Bronte (il futuro Real Collegio Capizzi). Fu arciprete e parroco di Bronte dal 1753 al 1795. Nella Chiesa Madre, Gli e stato eretto un monumento.
Maestro di retorica, grande latinista. Il Radice lo definisce "valente verseggiatore in latino" e scrive che, dopo i moti del 1820, fu uno dei "tre rappresentanti del potere amministrativo, giudiziario ed ecclesiastico" che, il 29 ottobre 1820, si recarono "nella fedele Adernò" per giurare di osservare la Costituzione di Spagna del 1812 di fronte al Principe della Catena.
Professore di retorica ed eloquenza nel Collegio Capizzi, insigne latinista. Morì il 1 giugno 1846.
Nato a Bronte il 27 gennaio 1755. È morto all'età di 81 anni, il 1 ottobre 1836. Maestro di filosofia e metafisica, professore del Collegio Capizzi ai tempi del Venerabile. Fu oppositore delle idee filosofiche dei Miceli, all'epoca imperanti nelle scuole, e a tal proposito scrisse le sue Istituzioni di Filosofia.
Nacque a Bronte il 7 aprile 1755. È stato un grande studioso di latino, italiano, greco e spagnolo. Decano della Collegiata di Palermo e rettore del Seminario di Monreale, per 37 anni. «Più monrealese che brontese» lo definì il Radice. Per la sua vasta cultura, fu chiamato da mons. Lopez, arcivescovo di Palermo e presidente del Regno, alla carica di segretario di tutti gli affari di Sicilia e, dopo la fuga del Lopez in seguito alla rivoluzione del 1812, la Regia Corte gli affidò la reggenza dell'importante incarico, che disimpegnò con lode. Fu uno dei migliori latinisti del suo tempo. Morì a Palermo nel 1838.
Professore di Anatomia alla Regia Università di Pavia. Con diploma Imperiale, fu nominato Rettore magnifico, nella stessa. Autore di trattati di medicina, morì ad Alcamo il 9 Maggio 1823.
Fu il fondatore delle Regie pubbliche scuole per donzelle, intorno al 1823, ubicate in quattro quartieri di Bronte.
Al secolo Carmelo Nicolao Uccellatore, denominato "padre Purgatorio", per la sua intensa devozione verso le anime del purgatorio, è nato a Bronte il 18 luglio 1681. Colpito in tenerissima età da una grave malattia fu dai genitori votato a S. Francesco d'Assisi e subito guarì. Per gratitudine fu vestito ancora bambino con l'abito dei Francescani e non lo tolse più. Crescendo, chiese di essere ammesso nell'Ordine dei Cappuccini e, fatto il noviziato nel convento di Bronte, prese il nome di frate Antonino da Bronte. Fu un uomo pio e scrittore di libri ascetici; diede sempre prove d'inesauribile carità nel visitare gli infermi, consolare gli afflitti, assistere i moribondi. Si narra che, sul far della sera, andasse in giro per la città di Cefalù, con un campanello in mano, annunciando ad alta voce: "Oggi in figura domani in sepoltura; beato chi per l'anima si procura". Morì il 3 aprile 1762 ed ebbe onori da Santo.
Nato a Bronte il 29 Settembre 1729. Vestì giovanissimo l'abito francescano e visse in Puglia nel convento di S. Vito dei Normanni. Nominato da Pio VI Definitore provinciale dell'Ordine, per modestia non accettò l'incarico. Morì, in odore di santità il 14 febbraio 1797 nel convento di S. Vito dei Normanni e fu sepolto nella chiesa attigua al convento. Dalla popolazione di San Vito e dei comuni vicini fu subito nominato "il Beato Bronte" e con lo stesso nome è ancora ricordato da fedeli a lui devoti.
Nato a Bronte nel 1699, abate dell'Ordine di S. Basilio (1749), successivamente Visitatore provinciale e Definitore generale. Morì a Palermo nel 1771. Il Radice scrive che fu anche abate della chiesa di S. Basilio in Roma e ricevette in dono dal cardinal vicario, fra Giovanni Antonio Guadagni, i teschi e le ossa di tre martiri: S. Costanzo, Sant'Innocenzo e S. Blandino.
Fu cofondatore del Collegio di Maria (inaugurato nel 1878 e affidato alle suore salesiane di Maria ausiliatrice). Morì nei 1841. Grande benefattore, con testamento del 15 aprile 1794, lasciò metà del suo patrimonio "all'erigendo collegio di Maria, e metà per maritaggio di ragazze povere».
Principe di Sacra Romana Chiesa. Nel 1863, ricevette la porpora cardinalizia. Fu Nunzio Apostolico in Baviera e alla corte di Vienna. Il 27 settembre 1883, data culminante del 1° Centenario della morte del Sac. Ignazio Capizzi, il prof. Enrico Cimbali, appositamente venuto da Roma a Bronte, lesse un telegramma del Cardinale, impossibilitato ad intervenire alla celebrazione perché infermo, a Palestrina, "nel suo letto di dolori". Morì a Roma, nel dicembre dello stesso anno, e qui fu sepolto.
Vescovo di Patti. Prima, fu professore di letteratura, poeta e scrittore. In memoria del vescovo Saitta, è stato eretto un piccolo mausoleo nella Chiesa Madre.
Fu Provinciale in vari conventi del suo ordine e autore di molte opere e trattati. Morì nel 1759 ad Acireale, dove aveva istituito una casa religiosa e ricopriva la carica di superiore del convento. Padre Gesualdo De Luca scrive che «visse lungo tempo in Roma, Palermo, Messina reggendo con molta lode i Conventi del suo Ordine». Morì in Acireale, con fama di santità, nel 1759.
fu filosofo e apologista della religione Cattolica. Per le sue idee, fu molto avversato e confutato. Fu autore del libro "I diritti dell'uomo", pubblicato ad Assisi nel 1791. Morì a 54 anni a Roma, dove fu sepolto, nell'oratorio attiguo alla Chiesa dei Santi Michele e Magno. Nella stessa città, nel 1903, gli fu eretto un monumento in Piazza Cesarini Sforza.
Nato a Bronte il 13 ottobre 1702. Dottore in Teologia, grande letterato ed oratore ed eccellente ministro di Dio. Nominato cappellano della chiesa dell'Annunziata, a sue spese, la ristrutturò decorandola di stucchi, di ricchi e solenni paramenti sacri e dell'organo.
Nato a Bronte nel 1688. Fu nominato Vicario generale dell'Ordine Basiliano d'Italia a seguito della morte dell'Abate Generale. Fu abate del monastero di Maniace e, dopo il terremoto del 1693, che colpì la Sicilia orientale e danneggiò gravemente il monastero, chiese ed ottenne dal re Ferdinando (3 aprile 1784) il trasferimento dei basiliani a Bronte, nella chiesa di San Blandano. E' morto nel 1781.
Nato a Bronte nel 1757, fu professore di Teologia, filosofo, grande conoscitore del greco e del latino e autore di carmi. Ancora giovanissimo, orfano di padre, a 14 anni viene mandato a studiare nel Seminario di Monreale (1771-1780) dove, in seguito, a soli 23 anni, insegna Filosofia e Matematica. Successivamente, nel 1786, torna a Bronte dove insegna Teologia nel Collegio Capizzi. Conosceva benissimo il latino, il greco e l'ebraico. Mori nel 1837.
Fu professore di Economia e Statistica nelle regie università di Napoli e, successivamente, di Catania. Nel 1860, il Collegio di Regalbuto lo elesse Deputato al Parlamento Subalpino. 1l 18 Febbraio 1861, partecipò alla prima seduta del Parlamento del Regno d’Italia. Morì a Parigi nel 1861 è venne sepolto nel cimitero di Jory.
Barone di Pietra Bianca e San Luigi è stato dottore in Diritto Canonico e Civile. Uomo colto e generoso, fu fra i fondatori dell'Ospedale vecchio (l'antico Nosocomio dei poveri oggi Ospedale Castiglione-Prestianni). Morì il 27 Ottobre 1679. Presso la biblioteca del Real Collegio Capizzi è custodita memoria legale del suo testamento, pubblicata nel 1882 da padre Gesualdo De Luca.