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il venerabile

IGNAZIO CAPIZZI

(1708 - 1783)
Venerabile Ignazio Capizzi Bronte 2

BENVENUTI AL COLLEGIO CAPIZZI

Sono Ignazio Capizzi, fondatore di questo Collegio divenuto culla del sapere per i giovani del mio tempo e per tutti voi che percorrerete questi corridoi, dove Io e illustri maestri abbiamo trascorso parte delle nostre giornate.
Sono nato a Bronte, il 20 settembre del 1708, da una famiglia povera.

Mio padre, Placido, era un modesto pastore e mia madre, Vincenza Cusmano, una laboriosa filandaia. A soli 8 anni, ho perso mio padre. Mia madre, non potendomi sostenere, mi affidò allo zio, anche lui pastore, che mi abituò alla vita di campagna e a badare al gregge. Mia madre voleva che diventassi un ministro di Dio.

All'età di 11 anni, imparai a leggere e scrivere, sotto la guida di don Mario Franzone.
Bronte, a quel tempo, non aveva scuole di "umane e belle lettere" e così, a 14 anni, andai a studiare a Caltagirone presso la Congregazione di San Filippo Neri. Nel 1725, a causa di un peggioramento delle condizioni economiche della mia famiglia, ritornai a Bronte.

Lavorai come garzone nella farmacia di Domenico Sinatra e, nei ritagli di tempo, studiavo filosofia e teologia. A 19 anni, ricevetti la tonsura e i quattro Ordini minori.
Nel 1726, fui accolto come paggio dal vescovo di Lipari e continuai a studiare teologia per tre anni. Per essere ammesso agli ordini, dovetti attendere il mese di maggio del 1737.

Trascorsi anni di patimenti, in solitudine e con pochissimi soldi. Nel frattempo, giunsi a Palermo, dove studiai medicina e divenni medico.
Il mio corpo cedette di fronte alla malnutrizione e alla malattia e, nel 1734, rischiai di morire. Miracolosamente ebbi la forza di riprendermi e mi confidai con il padre gesuita Agostino Tedeschi, mio confessore, il quale mi disse: «Dio ti vuole medico delle anime».

Egli mi offrì la possibilità di appartenere alla Congregazione del Fervore.
Presi la laurea in teologia e fui ammesso agli ultimi tre gradi degli Ordini maggiori: suddiaconato, diaconato e sacerdozio. Divenni prete il 26 maggio 1737.

Venerabile Ignazio Capizzi Bronte CT

Da quel momento, ho studiato, pregato, lavorato, assistito i malati nelle catapecchie palermitane e ho cercato di istruire i contadini poveri nella mente e nello spirito.
La mia indole e la mia propensione al bene comune mi spingevano a lavorare oltre le possibilità, impegnandomi in lavori manuali e intellettuali.

Nei primi di giugno del 1740, aprii una Missione apostolica a Bronte e, in quella occasione, ebbi la possibilità di riabbracciare mia madre, che versava ormai in pessime condizioni di salute: morì il 15 dello stesso mese.

Mi sforzai di realizzare un sogno: quello di dotare Bronte di un istituto di istruzione per migliorare la situazione sociale e scolastica dei giovani del posto. Noncurante delle difficoltà, iniziai le trattative per l'acquisto del terreno, situato nel quartiere di San Rocco.

Nel mese di aprile del 1774, mi recai a Bronte, dove incontrai il Sac. Salvatore Marvuglia e il capo mastro, falegname Giuseppe Lupo. A loro manifestai l'idea di costruire un edificio di pianta quadrata, da erigersi su più piani, con al centro la Chiesa e l'atrio. Il primo maggio, dopo la preghiera di benedizione, posi io stesso la prima pietra e tutti i brontesi mi seguirono: accatastarono materiale e legna in quantità bastevole per settimane di lavoro.

Dopo aver affidato la direzione dei lavori al Barone Vincenzo Meli, rientrai a Palermo e ottenni da Re Ferdinando III 200 onze di rendita annuale, per la gestione del Collegio, che inaugurai nell'ottobre 1778.

Nel 1782, le mie condizioni di salute si aggravavano sempre più, ma sentii l'esigenza di fare un ultimo viaggio verso la mia città natale, di rivedere questa mia "creatura" e di compiere ancora una missione apostolica in una Bronte, destinata a diventare pia e geniale, tra le città settecentesche e dei secoli a venire.

Nel settembre 1783, a Palermo, esalai il mio ultimo respiro, circondato da sacerdoti e confratelli. Venni sepolto sotto il pavimento della navata centrale della Chiesa dell'Olivella in Palermo.
Le mie spoglie vennero trasferite a Bronte, nella Chiesa del Sacro Cuore, annessa al Collegio, nell'aprile 1994.

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