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IL COLLEGIO VEN. IGNAZIO CAPIZZI

DESCRIZIONE ARCHITETTONICA E AMBITI OPERATIVI

L'archetipo in legno costruito nel 1773 da maestro falegname brontese Giuseppe Lupo su indicazioni del palermitano Salvatore Marvuglia, sacerdote, matematico e architetto. (Palermo 1735 - 1802)*

L’edificio, a pianta quadrata con cortili interni, si sviluppa in oltre 20.000 mq di superficie su tre piani e occupa l’intero perimetro di un grande isolato delimitato dalle vie Umberto, Card. De Luca, Attinà e Capizzi. La parte più antica del complesso ha carattere monumentale ed è costruita su tre livelli di cui uno seminterrato.

Un bel rinforzo orizzontale di pietra lavica sottolinea la separazione dei livelli fronte strada. Il ritmo regolare delle aperture è alternato alle forme ripetitive e geometriche delle decorazioni parietali. Il coronamento in muratura, finta balaustrata, chiude la facciata in alto, sopra un cornicione in aggetto.

Sulle cornici, sulle trabeazioni delle finestre e sulla fascia marcapiano sono scolpiti motivi ornamentali a bassorilievo in pietra lavica di rara finezza. Ogni finestra, inquadrata da una cornice modanata, è sormontata da una trabeazione con motivi floreali al cui centro emergono festoni con cartiglio e conchiglia, di gusto barocco.

Al centro degli architravi risaltano alcune figure di volti umani. I locali a piano terra prospettanti su via Cardinale De Luca (fino agli anni novanta del secolo scorso ospitavano una Banca) sono stati restaurati e destinati ad accogliere la splendida Pinacoteca Nunzio Sciavarrello, inaugurata nell’anno 2010, alla cui illustrazione si rimanda all’apposito link.

Posizionata al primo piano del Collegio c’è la storica Biblioteca Borbonica – Fondo Antico che raccoglie un vasto patrimonio librario di cultura umanistica del XVII - XVIII secolo.

Nei locali prospicienti al Fondo Antico della Biblioteca Borbonica si trova la Galleria d’Arte moderna dell’artista brontese Rosetta Zingale, di recente istituzione, in contiguità con la meravigliosa Cappella dell’Immacolata, un tempo cappella interna dei convittori, autentico scrigno di bellezza artistica, oggi destinata a sala conferenza.
Ulteriore ambito operativo del Collegio Capizzi è l’Auditorium Sac. Rettore Giuseppe Calanna, straordinario salone di rara bellezza architettonica e luminosità, ricavato da una delle camerate dell’antico convitto, che può accogliere oltre 250 persone.

L’auditorium è destinato allo svolgimento di conferenze di grande portata socio-culturale e di alta valenza artistica nel campo del teatro, della musica, della letteratura e dei grandi temi di attualità civile ed ecclesiale.

Sempre al secondo piano dell’edificio è situata la sezione moderna della ricchissima biblioteca del Collegio Capizzi, in un ampio e luminoso salone che fu un tempo camerata dei collegiali, recentemente sottoposto a intervento di ristrutturazione e riqualificazione.

Il Collegio oggi è sede della “Fondazione Real Collegio Capizzi” e dell’I.S.S. Liceo classico intitolato al venerabile Ignazio Capizzi.

Nei Fatti di Bronte del 1860 il Collegio è stato, storicamente, il luogo in cui soggiornò Nino Bixio. Questi giunse in paese per sedare la rivolta dei contadini brontesi — esasperati per la mancata distribuzione delle terre demaniali promessa da Garibaldi — contro la parte più reazionaria dei borghesi locali (i cosiddetti “cappelli”).

Qui furono portati e trattenuti cinque uomini, presunti colpevoli della strage e devastazione avvenute nel corso della rivolta, in attesa del processo sommario; e ancora qui vengono conservati gli atti di quel processo durato meno di quattro ore.
Il tribunale militare giudicò ben 150 persone e condannò alla pena capitale l'avvocato Nicolò Lombardo, additato come capo rivolta, senza sufficienti prove di accusa né possibilità di difesa per l’imputato, insieme a Nunzio Ciraldo Fraiunco, Nunzio Longi Longhitano, Nunzio Nunno Spitaleri e Nunzio Samperi.

La sentenza venne eseguita mediante fucilazione l'alba successiva in Piazza San Vito e, per ammonizione, i cadaveri furono lasciati esposti al pubblico, insepolti.

Secondo alcuni studiosi, gli intenti di Bixio, su ordine superiore, probabilmente non erano solo volti al ripristino immediato dell'ordine pubblico, ma anche a proteggere gli interessi commerciali e terrieri dell'Inghilterra (Bronte apparteneva agli eredi di Orazio Nelson) che aveva favorito lo sbarco dei Mille.

VALORE STORICO, SOCIALE E CULTURALE DELLA FONDAZIONE

SALA RIUNIONE

Il Real Collegio Capizzi, cuore pulsante della storia e della identità socio-culturale di Bronte, è stato fondato dal Venerabile Sac. Ignazio Capizzi negli anni settanta del XVIII secolo (posa della prima pietra 1774, inaugurazione 1778) per promuovere l’istruzione e la formazione dei giovani.

L’avvio delle Reggie Scuole pubbliche di Bronte, come fu denominato in origine, segnò una netta linea di demarcazione nel lento scorrere della vita sociale della piccola comunità locale.

La intensa e crescente attività della nuova Istituzione, infatti, rappresentò lo spartiacque tra il prima e il dopo della storia della cittadina: da modesto paese, privo di scuole ed escluso dai fermenti culturali dell’epoca, soffocato inesorabilmente dal diffuso analfabetismo della popolazione e, per ciò stesso, dalla depressione socio-economica, dalle condizioni di vita prive di prospettive e opportunità di emancipazione dei giovani, ecco, il repentino mutamento verso una condizione di riscatto culturale, sociale ed economico che generò grandi frutti e traguardi ambiziosi per i giovani del tempo e per le generazioni a venire.

Bronte, la Sicilia intera e parte del meridione d’Italia conobbero con crescente interesse e profitto la realtà della prestigiosa Istituzione a cui le famiglie affidavano i loro figli per la qualità e il rigore degli studi. Nel tempo il Collegio Capizzi divenne un apprezzato polo di riferimento di istruzione e cultura umanistica: molte generazioni di giovani, nel corso di tre secoli circa, si affermarono in ogni campo del sapere e raggiunsero ruoli ragguardevoli nelle varie professioni costituendo la classe
dirigente delle epoche e dei contesti sociali a cui appartenevano.

Ignazio Capizzi riuscì a realizzare felicemente il grandioso progetto culturale che aveva animato tutta la sua vita sul piano sociale e pastorale: promuovere la dignità della persona umana attraverso la cultura che è la strada maestra per affrancare i giovani da ogni forma di povertà, ma anche condizione necessaria per elevarne lo spirito nella libertà della persona.

La fondazione del Real Collegio di Bronte testimonia la straordinaria operosità di carità sociale del Capizzi che fu anche artefice di innumerevoli iniziative e realizzazioni a Palermo, città di adozione per un trentennio della sua vita, e di fervente apostolato attraverso le missioni di evangelizzazione svolte in varie parti della Sicilia orientale.

Ma il capolavoro della sua vita operosa è stato soprattutto il dono fatto al suo paese natio con la edificazione del monumentale Collegio, gloria e vanto del suo venerabile nome, non solo per la magnificenza strutturale e funzionale del complesso architettonico dell’edificio ma per il valore etico-sociale generato attraverso la portata del progresso culturale, civile ed economico che ha cambiato radicalmente il destino della sua gente e delle future generazioni.

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